Prende il via il progetto italiano Simu5G per simulare una rete 5G

Prende il via il progetto italiano Simu5G per simulare una rete 5G

Il progetto nasce con il supporto l’Università di Pisa e il colosso statunitense Intel

Tutto il fermento che deriva dalle reti di nuova generazione sta coinvolgendo anche l’Italia. Stavolta non parliamo di contratti per il 5G pensati dalle compagnie telefoniche, ma di qualcosa di più avveniristico. Infatti, il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione dell’Università di Pisa, in collaborazione con l’azienda americana Intel leader dei micro-chip, ha concretizzato il lavoro comune facendo nascere Simu5G. Di cosa stiamo parlando? Simu5G, come si intuisce dal nome, è un simulatore di rete 5G open source che ha uno scopo tanto utile quanto interessante.

Cosa è Simu5G: dal progetto alla rete del futuro

Simu5G nasce con lo scopo di far capire ad aziende, università, centri della cultura e mondo lavorativo in cosa consiste la rete di nuova generazione e che tipo di benefici possa portare, in tempo reale.

Il progetto Simu5G, quindi, dà la possibilità a queste tipologie di utenti di toccare con mano la connessione di domani ed è scaricabile dal sito ufficiale.

L’utilità di questo progetto è davvero semplice, considerando che se ne parla molto, ma in realtà la diffusione della rete 5G è ancora molto lontana da essere alla portata di tutti, se pensiamo che le reti 5G in Europa contano appena 779 utenti ogni 100 mila abitanti secondo i dati del novembre 2020.

“La collaborazione con l’Università di Pisa per Simu5G è significativa in quanto fornisce alle aziende gli strumenti per simulare reti 5G – ha affermato Renu Navale, VP e GM nel Network Platform Group di Intel – l’integrazione di OpenNess con Simu5G consente agli sviluppatori di sfruttare il simulatore per testare casi d’uso e funzionalità di multi-access edge computing in modo trasparente”.

Tuttavia, l’impiego del progetto Simu5G non finisce qui, giacché Simu5G diventerà parte anche di progetti a più ampio respiro in Europa. Ad esempio, come Hexa-X, che coinvolge sia l’Università di Pisa che Intel sullo sviluppo del 6G, e FED-XAI (Federated and eXplainable Artificial Intelligence).

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