Fitbit Sense – la nostra recensione

Abbiamo scartato il Fitbit Sense atteso un mese e ti diciamo le nostre impressioni

Annunciato lo scorso mese, l’ultimo smartwatch targato Fitbit più importante tra i modelli presentati, ha molti sensori che lo rendono davvero interessante.

E’ stato presentato in pompa magna dando rilievo alle molte funzioni innovative. Ad esempio citiamo la gestione dello stress attraverso il monitoraggio dell’attività elettrodermica, la misura della temperatura della pelle, la saturazione di ossigeno durante il sonno e un’app per l’ECG approvata dalla Food and Drug Administration, l’ente sanitaria statunitense. Con una premessa simile, che altro potevi domandare per avere una fotografia reale del tuo stato di salute? Vediamo se tutte le nostre speranze sono state vane o se l’azienda ha davvero centrato l’obiettivo.

Recensione Fitbit Sense

Premessa

Considerando che l’attesa è stata di circa un mese, abbiamo ricevuto il Sense appena qualche giorno fa, per cui la nostra esperienza è un pò limitata. Non neghiamo che con il prossimo aggiornamento software e con qualche giorno in più di test la valutazione potrebbe essere sensibilmente migliore.

Confezione

Qui nessuna sorpresa. Lo smartwatch, il caricatore e un cinturino di riserva. Per 329 euro magari una cosina in più non avrebbe guastato.

Fitbit Sense - la nostra recensione

Fitbit Sense - la nostra recensione

Fitbit Sense - la nostra recensione
Il cinturino in dotazione

Display

Il primo fattore che balza all’occhio. Il display touchscreen di Sense è un OLED da 1,58 pollici (336 x 336 pixel). Ha neri scuri e anche colori vivaci. Riflette un pò sotto il sole, tuttavia è anche luminoso da consentire di leggere le notifiche agevolmente anche sotto il sole. Purtroppo, se si sceglie di attivare la funzione Always On con lo schermo sempre acceso, la durata della batteria viene praticamente dimezzata, perchè scende da circa sei giorni a circa tre giorni.

Il touchscreen ci ha un pò deluso, perchè non è sempre reattivo come si vorrebbe. Qualche volta è capitato di dover scorrere di nuovo per aprire un menù. Ne consegue che l’esperienza utente è un pò meno fluida di come ci si aspetterebbe, ma speriamo che la cosa cambi con il prossimo aggiornamento software.

Da un certo punto di vista sembra più simile all’Apple Watch di quanto si pensi, perchè ha una varietà di cinturini disponibili che si possono sostituire molto più agevolmente di quanto avveniva con il Fitbit Verse, oltre a vari quadranti. In fondo, l’Apple Watch è diventato un metro di misura, che piaccia o meno.

Funzionalità

Il Fitbit Sense ha NFC, quindi si può pagare con Fitbit Pay. Inoltre puoi controllare la musica su Spotify, però l’esperienza è limitata perchè se vuoi memorizzare i tuoi brani preferiti sullo smartwatch devi abbonarti ai servizi Premium di Pandora e Deezer.

Giusto perchè tu non lo confonda con Apple Watch (passaci la battuta), bisogna notare che il Sense ha il tasto sul lato sinistro che poi è un rilevatore capacitivo, più che un tasto vero e proprio. Basta una singola pressione per andare alla schermata principale, invece con una pressione lunga puoi aprire l’app preferita che devi avere configurato in precedenza. Invece, una doppia pressione apre le tue quattro app preferite. Di default, con una pressione singola si apre l’assistente vocale Alexa.

Sinceramente questo pulsante non mi è piaciuto affatto. Infatti, può capitare di piegare il polso e toccare il pulsante con la pelle, facendo partire inavvertitamente Alexa. E’ successo così tante volte che ho deciso di disattivare questo comando.

Fitbit Sense ha il GPS e mi è sempre sembrato sicuro nella ricezione, sia all’aperto sia dentro edifici. Non può mancare il monitoraggio della frequenza cardiaca che è stata migliorata con la sua tecnologia Pure Pulse 2.0, combinando la frequenza rilevata in più posti e più momenti, in modo da dare un risultato più accurato. Ho controllato il battito cardiaco con cronometro durante gli allenamenti e devo ammettere che il Sense si è sempre rivelato attendibile e preciso.

Mi è piaciuta molto la conclamata funzione EDA che misura l’attività elettrodermica. Si basa sull’attività delle ghiandole sudoripare della tua pelle, perchè secondo alcuni studi quando siamo stressati la nostra attività elettrodermica cambia molto. Nel Fitbit Sense si può eseguire la scansione attraverso l’app EDA SCAN integrata e si può scegliere se eseguire quella rapida di due minuti o quella profonda di 60 minuti. Per entrambe, bisogna sedersi, rilassarsi e coprire lo schermo con la mano opposta rispetto a dove hai messo il Sense, facendo attenzione a coprire tutti i quattro lati dello schermo con la mano.

La funzione EDA SCAN

Altrettanto interessante è la misura della temperatura della pelle che in tempi di COVID è molto utile sapere. Questa, coma la saturazione dell’ossigeno, vengono eseguite automaticamente di notte, mentre stai dormendo. Al momento la saturazione dell’ossigeno va eseguita selezionando il quadrante SpO2 e lasciandolo andare da solo, mentre ti addormenti. Cosa un pò scomoda, perchè se non ricordi di selezionare quello specifico quadrante non esegui la saturazione dell’ossigeno. Quanto alla temperatura della pelle, servono almeno tre giorni di misurazione per avere un dato effettivo e valido. Funzione utile per capire se ti stai per ammalare, se sta arrivando il ciclo, ad esempio.

A questo punto, dopo aver rilevato come sta il tuo cuore, la temperatura della pelle, la saturazione dell’ossigeno, che ci fai con tutti i dati rilevati? Per fortuna entra in gioco la valutazione dello stress. Infatti, questa innovativa funzione lavora combinando i dati di tutte queste varie funzioni e ti dà il risultato effettivo che ne deriva. Inoltre, ne ricevi un punteggio ogni giorno che ti fa capire quale è il tuo stato di salute generale.

Chi, poi, si iscrive al piano Premium a 9,99€ al mese ottiene informazioni migliori sul punteggio, il suo significato e come viene calcolato. Inoltre, chi acquista il Fitbit Sense riceve per 6 mesi l’abbonamento gratuito al piano Premium. In USA l’azienda sta per lanciare un servizio a pagamento a 55 dollari al mese che ti permette di essere in contatto ogni giorno con un professionista per allenarti secondo le sue indicazioni. Non è detto che arrivi anche in Italia.

Ricorda che per utilizzare Fitbit Sense devi accettare sei diverse condizioni che ti vengono proposte, come i Termini di Utilizzo, la Privacy Policy, i Termini di Utilizzo per Alexa, quelli per Fitbit Pay e altre due.

Ah bè, certo, il Sense permette di leggere le notifiche e i messaggi. Inoltre, puoi anche rispondere con messaggi rapidi, ma questa funzione è negata ai possessori di iPhone, sì, lo so, si chiama razzismo tecnologico.

Infine, l‘autonomia. Questa è di circa sei giorni che calano a tre giorni se tieni acceso il display.

Tutto qui? Non esattamente perchè altre funzioni arriveranno nei prossimi mesi. Ad esempio, l’ECG che arriverà ad ottobre. Basterà appoggiare il pollice sul display per eseguire l’elettrocardiogramma e la scansione dei segni di fibrillazione atriale. A breve sarà anche possibile scegliere di abbinarlo con Assistente Google, invece che solo con Alexa come fatto di default. Grazie al microfono integrato potrai fare domande all’assistente vocale preferito.

Fitbit Sense: valutazione finale

Nel complesso il Sense  è un buon dispositivo che offre un quadro completo della propria salute. Stona leggermente la presenza di qualche bug che si fa vedere in qualche rallentamento. Sperando che i prossimi aggiornamenti migliorino un pò l’esperienza utente, ci consigliamo di consigliarlo agli sportivi e a chi vuole sapere il più possibile sulla propria salute.

Il Fitbit Sense è in vendita sia sul sito ufficiale a 329,99€ sia su Amazon (link di seguito) a 329,90€. Sempre su Amazon trovi vari cinturini abbinabili.

PRO

  • Design elegante;
  • Schermo con buona luminosità;
  • Interfaccia intuitiva;
  • Molti parametri sullo stato di salute dell’utente (SpO2, frequenza cardiaca, frequenza respiratoria, temperatura della pelle e EDA);

CONTRO

  • L’autonomia si dimezza se tieni sempre acceso il display;
  • Qualche bug;

 

Fonte

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