Il chip Tensor apre la competizione Pixel vs iPhone

Il chip Tensor apre la competizione Pixel vs iPhone

Questa è la prima vera dimostrazione che G ha intenzione di trasformare il Pixel in un concorrente di iPhone ma servirà tempo

Le indiscrezioni, peraltro confermate dalla stessa Google, sul prossimo smartphone Pixel 6 di Google hanno stupito un pò tutti. Specialmente per quanto riguarda l’innovativo chip Tensor, grazie al quale Pixel 6 sembra essere lo smartphone più ambizioso dell’azienda da anni, finalmente.

Se una delle critiche mosse fin qui da molti utenti riguardava proprio lo scarso impegno di G nel realizzare smartphone che potessero davvero competere contro lo strapotere di iPhone di Apple, questa mossa ha catapultato Google in prima linea nel mercato degli smartphone con la potenza degli anni di esperienza di apprendimento automatico.

Cosa aspettarsi da Tensor

Purtroppo, la stessa azienda ne ha bisogno. Infatti, i Pixel sono conosciuti in ambito tecnologico, ma le vendite sono così basse che lasciano sempre più spazio a Xiaomi, Samsung, Oppo e altri.

L’innovativo processore Tensor è la prima grande scommessa di Google. Focalizzato sul TPU che potenzia l’intelligenza artificiale, promette di migliorare fotografie, video, ricerca, sottotitoli, sintesi vocale e anche altri aspetti.

Già si tratta di una sfida molto dura competere direttamente in un colpo contro iPhone, tanto più con un processore votato esclusivamente all’apprendimento automatico come caratteristica distintiva. Anche se potrebbe accorciare la distanza tra Pixel e iPhone, segnerebbe un primo passo cruciale.

Non si sa altro sul SoC, ma secondo indiscrezioni non ufficiali sembra che Google utilizzerà progetti di terze parti per CPU, GPU e modem. Questo renderebbe Pixel 6 abbastanza simile a qualsiasi altro smartphone Android provvisto di un processore Qualcomm o Samsung per la maggior parte delle attività.

Probabilmente la maggior parte della parte hardware di Tensor sarà realizzato in outsourcing, ma non sarebbe solo Google a farlo. Infatti, Qualcomm e Samsung lo fanno già da tempo: lo Snapdragon 888 utilizza versioni parzialmente personalizzate dei design Cortex-X1, A78 e A55 di Arm , mentre Exynos 2100 di Samsung sfrutta i design Arm sia per la CPU che per la GPU.

Google Pixel 6 e Pixel 6 Pro

Secondo XDA il Tensor sarà probabilmente il frutto di una combinazione di core CPU Cortex-A78, Cortex-A76 e Cortex-A55 di Arm e GPU Mali standard di Arm. Se fosse così, non avremmo differenze sostanziali tra Tensor e uno Snapdragon 888 o Exynos 2100 su CPU o GPU.

Come ha detto Rick Osterloh di Google The Verge , “le cose standard che le persone guarderanno saranno molto competitive e le cose sull’intelligenza artificiale saranno totalmente differenziate”.

In altre parole, forse Tensor non sarà la bacchetta magica che i fan di Android speravano, come è riuscita a fare, invece, Apple.

Però, dobbiamo ricordare che i primi chip per iPhone della serie A di Apple hanno avuto un inizio di questo tipo. I chip A4 e A5 avevano design Arm standard per i core della CPU, prima che Apple schiacciasse sul pedale delle personalizzazioni nelle generazioni successive.

Secondo indiscrezioni, sembra che Google stia lavorando con Samsung e quest’ultima produrrà entrambi i chip. La cosa ha senso, visto che Samsung e TSMC sono le due sole aziende a produrre chip a 5 nm. Probabilmente Google sta collaborando con Samsung anche sul design del chip, sfruttando l’hardware e il software Exynos.

Non avendo altri dettagli ufficiali, dobbiamo fermarci alle ipotesi e alle indiscrezioni, finché non avremo dettagli ufficiali.

Tuttavia, è bene ricordare come G abbia già implementato alcuni suoi modelli con chip di apprendimento automatico. Infatti, aveva già installato chip AI interni come Pixel Neural Core e Pixel Visual Core nei modelli Pixel 2, PIxel 3 e Pixel 4. Quindi, come detto, il chip Tensor potrebbe essere solo il primo passo di un viaggio più lungo verso un chip Google più personalizzato.

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Google Tensor su Pixel 6

Fonte

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Mapu ha fondato questo blog nel 2019, dopo aver collaborato con altri blog. Negli anni precedenti aveva pubblicato cinque libri, tra raccolte di racconti, saggi e romanzi. I libri che ha pubblicato sono disponibili in versione digitale su Amazon, Google Play Libri e Apple Books, mentre in edizione cartacea sono tutti editi da Prospettiva Editrice e in vendita sia su Amazon che sul sito dell'editore.

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