Apple AirTag: i motivi per comprarlo e perché non farlo

Apple AirTag: i motivi per comprarlo e perché non farlo

Presentato martedì 20 aprile, vediamo tutti i vantaggi e gli svantaggi rispetto alla concorrenza

Dopo un’attesa davvero lunga sono state presentate finalmente gli AirTag, il tracker Bluetooth di cui si vociferava da qualche anno ormai. Come ci ha abituati la mela, spesso aspetta che la concorrenza lanci un nuovo prodotto per poi lanciarne a sua volta uno simile ma migliorato. E’ davvero così anche questa volta? Cerchiamo di capire se AirTag, rispetto alla concorrenza, ha tutte le carte in regola.

Quali sono i concorrenti di AirTag

Prodotti simili sono sul mercato da qualche anno, in particolare due, cioè  Tile e Filo. Ad esempio, il prodotto simile ad AirTag è File Mate. Perciò facciamo chiarezza su chi superi chi.

Gli svantaggi di AirTag

  • Non fa suonare lo smartphone

Sembra curioso che il difetto più grande di AirTag sia anche quello che, forse, gli utenti attendevano di più. Ad esempio, Tile incorpora nel logo un piccolo tasto che, una volta  premuto due volte, fa risuonare lo smartphone e anche se si trova nella modalità silenziosa.

Ecco, AirTag non ha nulla questa funzione che sarebbe utilissima. Quindi, riepilogando se tu possiedi un Apple Watch puoi far suonare l’iPhone dal Apple Watch, come da ogni altro dispositivo Apple attraverso l’app Dov’è. Tranne che da AirTag. Mistero.

  • Costa più della concorrenza

D’accordo, in senso assoluto Apple poteva calcare la mano e andarci giù pesante, tanto più che AirTag è provvisto del nuovissimo chip a Apple U1 che ha una tecnologia Ultra Wideband che nessun prodotto della concorrenza ha. Almeno finora.

Tuttavia, se un AirTag costa 35€ il suo prezzo è 10€ in più di quello di Tile Mate, 5€ in più del FiloTag.

Nemmeno comprare il pacco è vantaggioso. Infatti,  acquistare 4 di AirTag costa 119€, mentre un pacco da 4 di Tile Mate costa 69€ e un pacco di 4 di FiloTag costa 79€ .

Ma non è tutto, perchè seTile e Filo possono essere attaccati all’anello delle chiavi, AirTag necessita di un apposito accessorio. E il prezzo sale. Per carità, ne trovi sia sul

Sul sito di Apple trovi tra gli accessori un modello di Belkin da 13,95€ oltre alle varianti di Hermès, come questa da 449€ (LOL). Qualcosa sta arrivando anche su Amazon .

  • Misure uguali? Mica tanto

Poiché non è ancora in commercio, posso basarmi solo sulle specifiche comunicate da Apple. Ecco che AirTag ha uno spessore di 8 mm, rispetto ai 6 mm di Tile Mate e ai 5 mm di Filo. Poche cose, ma in tasca o nel portafoglio possono farsi sentire.

I vantaggi di AirTag

  • Ultra Wideband e Precision finding

Il primo punto a favore spetta al chip di nuovissima generazione fatto in casa Apple. Ha una precisione così alta che, grazie all’Ultra Wideband, al’app Dov’è e ad un iPhone compatibile, permette di localizzare un oggetto smarrito con un’accuratezza praticamente perfetta.

Il grado di accuratezza è stato definito da Apple come Precision finding e nessun prodotto della concorrenza ci arriva, per ora.

  • Funziona sia fuori che dentro casa

Grazie al supporto di iPhone, AirTag può funzionare senza problemi anche fuori casa, con tutta la comodità che ne consegue.

Ora tu mi dirai che anche File sia in grado di farlo, ed è vero. La differenza sta nel fatto che il Tile debba essere vicino all’utente con l’app Tile aperta per funzionare, invece AirTag ha un raggio molto più ampio.

  • Contiene le tue informazioni

Poichè AirTag è un accessorio tag NFC, permette di salvare delle informazioni. Perciò, l’utente può

inserire i propri contatti. Quando è in modalità smarrito, i dati contenuti saranno visibili a chi lo ritrova facendo un tap sul proprio smartphone. Così chi lo ritrova ha tutto per contattare il proprietario.

  • Vuoi mettere l’incisione?

Carina la possibilità di inserire un’incisione a scelta dell’utente, in modo da personalizzarlo. Idea comoda anche se si vuole regalarlo.

A questo punto qui è stato detto tutto, ora tocca a te la scelta. Se questo articolo ti è stato utile ricorda di iscriverti al blog su Google News. Ascolta i nostri podcast sul canale YouTube.

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